MUDEC FIPM 2017 – POESIA e PITTURA

LA PELLE DEI PITTORI E IL SANGUE DEI POETI – FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA POESIA – SABATO 13 MAGGIO 2017, MUDEC -MILANO – PERFORMANCE DI POESIA E PITTURA IN COLLABORAZIONE CON IL PICCOLO MUSEO DELLA POESIA DI PIACENZA

Nell’atrio del primo piano del Museo delle Culture di Milano, sotto il luminoso soffitto che si snoda come una pellicola cinematografica, tra le sale che ospitano le mostre e la scalinata d’ingresso, ha luogo una performance di poesia e pittura del tutto inedita.

La pelle dei pittori e il sangue dei poeti – si confrontano viso a viso otto poeti (Massimo Silvotti, Giusy Calari Panico, Franco Dionesalvi, Mauro Ferrari, Giuseppe Langella, Valentina Neri, Alice Serrao, Paolo Valesio) e otto pittori (Omar Galliani, Giorgio Cattani, Marco Cingolani, Giuseppe Donnaloia, Gaetano Grillo, Roberto Paci Dalò, Lorenzo Puglisi, Fabio Sciortino), disposti in coppie svelate appena pochi minuti prima dell’inizio della performance.

La performance, ideata e curata da Massimo Silvotti e dal Piccolo Museo della Poesia,  prevede la creazione dinamica ed estemporanea di un’opera poetica e di un’opera pittorica, le quali devono scaturire dal dialogo artistico e dalla sinergia che dovrebbe venire a crearsi all’interno di ciascuna coppia di lavoro. Gli artisti hanno a disposizione un tempo massimo di quattro ore per portare a compimento il proprio progetto creativo.

Il processo che porta alla realizzazione dell’opera è da un certo punto di vista il reale obiettivo della performance, incentrata sull’occasione di scambio e contaminazione che essa di fatto costituisce, più che sul prodotto artistico finale. Per tale ragione, l’interazione col pubblico sarebbe preferibilmente da evitare, favorendo invece lo scambio umano ed esperienziale con il proprio partner artistico.

Io ho lavorato con Fabio Sciortino, artista e docente presso l’Accademia di Carrara, con il quale si è instaurato rapidamente un proficuo rapporto di scambio, che ha portato, da parte sua, alla realizzazione di quadri aventi le fattezze dei paesaggi siculi: magmatici, vulcanici, i colori della terra e del cielo, paesaggi potenti ed essenziali, quasi fossero lo scenario originale e primitivo della Creazione. Io invece ho scritto versi e poesie incompiute, parole tematiche scaturite dalla suggestione dei colori e dai racconti.

Certamente è stata una stuzzicante occasione per mettersi in gioco in una sfida nuova.

Alice Serrao

Collage_MUDEC

Articolo Mudec

Stare – Litigare

Ma tu non sai amore come fa soffrire a volte
la poesia, e gridi nel centro del mio sangue;
scegli dici e si apre una fenditura un luogo
originale della vita che è la mia carne
e ti patisce in un male di china e di punta,
mentre vieni dentro la mia pancia
e fa a pezzi gli endecasillabi
la tua mano che mi trattiene i capelli
dall’acqua. È un centimetro esatto di voce,
un nuovo ricatto, esattamente
il desiderio di sanare l’entropia del mondo
che si muove tra il mio cuore e il tuo.

(Arena Po, 23 Aprile 2017)

Alice Serrao

La dote

A volte penso che mi hai lasciato qualcosa
per dopo;
per quando il cuore sarebbe diventato di pozzo
mi hai lasciato almeno
la carrucola accanto al secchio
gli strumenti per tirare fuori l’acqua, non
morire per mancanza come una
beduina che ricorda l’oasi
e ha sabbia in bocca. Una che attraversa
la gioia. Basta.

Per stasera il tempo offre una grazia:

– il motivo floreale
sulla biancheria della dote –

avevi predetto “con precisione,
perché io vi vedo sempre”

(9 Marzo 2017)

Alice Serrao

Pesce

Il pesce il blu del catino da cui ti fissa
immoto l’occhio della trota mentre
la stai sventrando, le dita spinte nelle
viscere nel sangue che ha memoria
del pescato. La ruga lunghissima
per lo zelo con cui predisponi il risciacquo.
Vedi, c’è sempre dell’acqua alla fine e all’inizio
la morte pulita ripete la quiete
della bocca prima che gratti sull’amo.

(28 Febbraio 2017)

Alice Serrao

Noi due

Noi due che siamo spalancati al vuoto
tenero a un nuovo salto, precipizio.
Mentre fai un colpo di tosse alla bocca
io ci leggo il segno, vaticinio santo
di un peccato precedente, risacca dell’acqua,
la madre andata persa dopo aver schiarito
la voce, in una stanza di corsia.
Chiami dal sangue fuori il canto e accendi
qualcosa dentro, quando rovesci
il punto cardinale dello sguardo – dici
sei tu che mi fai pieno, dito profondo nel costato.
La me che schiudi al cuore trasparente
dell’umano, mi ritorna cento volte
moltiplicata nella lingua che fa nuove le cose
pronunciate. Così non stupire se ti scelgo
mentre chiami dio sulla mia gola,
e stare in due avvera una promessa
finalmente incarnata.

(4 Novembre 2016)

Alice Serrao

Autori in vetrina. Libreria Bocca – Milano

4 Dicembre 2016. Milano, Galleria Vittorio Emanuele, Libreria Bocca. 

“Piacere Alice!” dice il proprietario della storica Libreria Bocca di Milano quando mi presento al suo bancone. Mi guarda nel mio vestito verde e nero con lo scollo che è una ferita orizzontale sopra il petto. Dice: “Allora non so se l’editore ti ha spiegato… funziona così: tu leggi le tue poesie da A piene mani, o inedite, mentre stai seduta in Vetrina. Se i passanti si incuriosiscono, entrano! …sei giovane sei carina scrivi bene…in bocca al lupo!”

Prendo posto nella vetrina tra i libri, apro A piene mani e comincio a leggere. Leggo per più di quaranta minuti, leggo tanto, forse anche un’ora. Davanti agli occhi mi cammina tutta Milano accesa come l’albero di Swarovski che fa preziosa la Galleria. Ognuno nella sua sfida natalizia di regali, ognuno con il proprio bagaglio di tempo e di vita; la cultura sta seduta a pochi metri dai negozi di Prada e Luis Vuitton. Alcuni la notano. Molti si avvicinano alla vetrina dove stanno appesi foglietti con poesie autografe sul vetro, la letteratura come promemoria, versi su post-it. I più curiosi entrano dentro per sentire la voce; la mia voce; ché da fuori è solo il gesto del labiale, muto, è solo la prossemica di un’emozione, da capire meglio da ascoltare. Qualcuno mi fa una foto: il giapponese stupito e sorridente mi ringrazia con il pollice alzato della mano per avere acconsentito allo scatto. Molti leggono dal libro quello che sto dicendo e non sentono, come fossi dentro un acquario, un isolamento sonoro. Io i passanti li guardo – le poesie le conosco molte volte le recito e non leggo – e quelli che guardo mentre parlo si sentono chiamati, presi nella direttrice esatta della pupilla che è comunque un linguaggio. Quelli che guardo mentre parlo pensano “si sta rivolgendo proprio a me” ed entrano.

Questa vetrina è un punto di vista privilegiato, sono io che guardo gli altri mentre mi guardano, quest’esperienza è uno sguardo originale su Milano.

Alle mie spalle ci sono quelli che invece sono venuti apposta per sentirmi: ci sono Paolo, mia madre e cinque miei alunni. Ci gioco sul dialogo, sul dono della voce, li invito a turno. E questa vetrina diventa uno scambio, un dire prezioso. Apro il cuore insieme alle pagine: leggiamo a due voci, a versi alternati, a incastri di parole, a toni sovrapposti. I ragazzini si divertono, provano, osano. Io mi emoziono e penso a un verbo: condividere.

Questa poesia che si fa città e si spezza per tutti come il pane.

Alice Serrao

Autori in Vetrina_Libreria Bocca

 

Libreria Bocca – Galleria Vittorio Emanuele, Milano. Reading

Domenica 4 Dicembre 2016 alle ore 17.00 sarò presente alla rassegna “Autori in vetrina” organizzata dalla storica Libreria Bocca di Milano. 

Leggerò le mie poesie, molte delle quali tratte dalla mia raccolta d’esordio “A piene mani”. 

Sarò più che lieta di incontrare chiunque di voi possa e desideri passare per un saluto e per un momento di condivisione. 

Grazie 

Alice Serrao

Alla fine di un turno

No, dice, no non riesco – aspetto
metà vestita da donna metà già senza
la maschera a fine giornata. Questo
tuo lavoro assomiglia al sorriso ampio
delle gambe in risalita, alla fine
di un turno. Dopo aver servito,
sì, tu mordimi come il coltello.
Fai presa salda come per le cose
che di natura vanno. Tipo la Sicilia
la tua infanzia, la stagione del limone
che incanta e soddisfa, assaggia nella bocca
il coraggio di una messa a terra.

Alice Serrao

(29 Settembre 2016)